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Impossibile resistere al fascino semplice dei “Concerti
d’estate a Villa Guariglia”. Serate indimenticabili
da trascorrere ascoltando tanta buona musica (classica
e jazz), respirando il profumo del mare portato dal
vento, godendo del suggestivo panorama del golfo di
Salerno e assaporando quanto di buono la terra salernitana
produce.
Il tutto racchiuso in una cornice naturale che parla
di Mediterraneo. Sono questi gli ingredienti di una
rassegna che ormai dal 1998 vive e si rinnova sulla
terrazza di uno dei palazzi nobiliari più prestigiosi
della costiera amalfitana, Villa Guariglia. Sede del
Museo della Ceramica, la storica residenza dell’ambasciatore
Raffaele Guariglia, è un’esplosione di
colori e forme, raccontate nel corso delle serate da
un cicerone d’eccezione, Matilde Romito dirigente
del settore Beni Culturali Musei e Biblioteche della
Provincia. Musica e ceramica rappresentano sin dall’inizio
un felice matrimonio artistico con l’istituzione
di visite guidate alla scoperta delle bellezze ceramiche
in esposizioni nella Torretta e nei saloni della Villa.
Attestatisi come un appuntamento fisso per melomani
e semplici appassionati di musica, i concerti continuano
il loro percorso di crescita aprendosi anche ad altre
forme d’arte. Arte è, infatti, la produzione
d’eccellenza del territorio che ha trovato la
sua ideale vetrina nei percorsi enoculturali, voluti
e promossi dall’Assessorato all’Agricoltura
della Provincia di Salerno. Così come arte è
la natura che veste di colori la Divina e messa in mostra
nell’ambito del progetto di promozione della Regione
Campania, Costiera dei Fiori, e che a Villa Guariglia
ha trovato una delle sue ideali collocazioni. Vietri
sul mare, avamposto della costiera amalfitana, per un
mese si trasforma in città della musica ma anche
di tutte quelle espressioni artistiche che si ispirano
al bello.
Un progetto che il CTA di Vietri, diretto da Atonia
Willburger, grazie agli importanti sostegni della Provincia
di Salerno-Assessorato ai Beni e alle Attività
Culturali - Assessorato all’Agricoltura, del Comune
di Vietri sul Mare, della Camera di Commercio di Salerno,
del Centro Studi “Raffaele Guariglia”, della
Regione Campania e dei partner privati punta a rinnovarsi
di anno in anno.
I “Concerti d’Estate a Villa Guariglia”
sono, sin dalla loro epifania in quel lontano 1998,
quando lo Schulz Quartet Wien, guidato dal flautista
Matthias figlio di quel Wolfgang che intratteneva solidi
rapporti di amicizia con Peter Willburger, li inaugurò,
un interessante laboratorio d’arte. E’,
infatti, noto che le diverse arti, siano esse musicali,
letterarie o figurative, intersechino i loro linguaggi:
un’opera d’arte può essere letta
come una partitura, con le sue mescolanze di armonie,
o in un’esecuzione il musicista è alla
continua ricerca di diversi effetti coloristici, andando
a creare quell’ unica lingua in grado di trasmettere
l’incanto, la meraviglia, l’angoscia del
silenzio e la gioia del “canto” delle cose.
Un filo rosso ha sempre legato il ricco cartellone nato
sotto la direzione di Maurizio Cogliani, la cui eredità
è stata raccolta dal pianista Francesco Nicolosi,
il quale ha proposto al pubblico di Villa Guariglia
già tre temi, Wiener Klassik und Wiener Musik,
Il Novecento e il Romanticismo, ospitando tutti i generi
e le forme musicali, dall’operina al classico
napoletano, alla cameristica, al concerto solistico.
Naturale evoluzione è stata l’apertura
al jazz che ha avuto tra le sue indimenticate protagoniste,
la pianista Rita Marcotulli, donna tra le donne. I Concerti,
infatti, prevedono al loro interno una mini rassegna
tutta in rosa dal titolo emblematico “Nel segno
della donna”, realizzata in collaborazione con
il Centro Studi Salernitani “Raffaele Guariglia”,
palcoscenico d’eccezione per le figure femminili
dell’arte.
Ma i Concerti sono un continuo “work in progress”.
Da una felice intuizione di Maurizio Cogliani, raccolta
da Antonia Willburger, è, poi nata una nuova
sezione “Ballads bosse, bands & bandoneon”,
attualmente seguita da me, che ha successivamente aperto
alla rassegna jazz, “incrinando” per sempre
il suono classico della manifestazione che, attualmente,
Stefano Giuliano punta a ravvivare con un discorso afro-americano,
sapientemente “contaminato”. Come non ricordare
le raffinate esibizioni della vocalist Karrin Allyson
e dell’anziano trombonista Curtis Fuller, due
grandi esponenti di questo linguaggio che ha segnato
per sempre il futuro della musica.
Ma ora, non possiamo che cedere l’ideale testimone
alle immagini di Michele Mari e Francesco Truono, affinché
ci restituiscano qualcosa di quella drammaturgia segreta,
che ogni estate si rinnova a Villa Guariglia, nella
quale tra musicisti, pubblico, organizzatori, si annodano
rapporti empatici, nascite, emozioni, che ci portano
a fare tutti, sempre più parte della scena.
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